Prodotti e Sostenibilità: I Cementi di Miscela di CAB

23 Luglio 2025

Introduzione

La riduzione delle emissioni di CO₂ è da sempre una sfida prioritaria per l’industria del cemento, classificata tra i settori cosiddetti hard to abate, ovvero difficili da decarbonizzare. Questo perché la maggior parte delle emissioni è intrinseca al processo produttivo del clinker, il principale costituente del cemento. La produzione del clinker comporta infatti una reazione di decarbonatazione che genera circa il 65% delle emissioni totali di CO₂ del settore.

A livello europeo e nazionale, organizzazioni come Cembureau e Federbeton hanno elaborato specifiche roadmap per guidare la decarbonizzazione del settore cemento e calcestruzzo, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Tra le strategie individuate, una delle più efficaci e immediatamente applicabili è la produzione di cementi a minore impatto ambientale, noti come cementi di miscela. Questa tipologia di cemento prevede una riduzione del contenuto di clinker, sostituito da costituenti principali alternativi, come la pozzolana naturale e la loppa granulata d’altoforno (GGBS), in conformità alla norma UNI EN 197-1:2011.

L’esperienza di CAB nei cementi di miscela

L’impegno di Cementerie Aldo Barbetti (CAB) nello sviluppo di cementi a ridotto impatto ambientale è radicato nella storia dell’azienda. Fin dagli esordi, CAB ha prodotto e commercializzato cementi contenenti pozzolana naturale, una risorsa abbondante nel centro Italia e di grande valore strategico.

Nel corso degli anni, l’azienda ha investito significativamente nella ricerca e nello sviluppo di cementi di miscela. Già nel 2004 è stato introdotto il CEM III/A 42,5 R, un cemento d’altoforno. Negli anni successivi la gamma si è ampliata con il CEM IV/A (P) 42,5 R nel 2009 e il CEM III/B 42,5 N-LH/SR nel 2015.

Il percorso di sostituzione del clinker ha portato nel 2020 alla realizzazione di un progetto pionieristico in Italia: la commercializzazione del CEM V/A (S-P) 42,5 R, un cemento composito che combina l’uso di loppa granulata e pozzolana naturale.

Rapporto K/C ed emissioni di CO₂

Poiché il clinker è il principale responsabile delle emissioni di CO₂ nella produzione di cemento, ridurne l’utilizzo è la chiave per diminuire l’impronta carbonica del settore. A tal proposito, uno degli indicatori più significativi è il rapporto K/C, ovvero il rapporto tra la quantità di clinker e quella di cemento prodotto (espresso in kg di clinker per kg di cemento venduto su base annua ponderata).

Come evidenziato nei grafici seguenti, il rapporto K/C di CAB è passato da 0,76 nel 2020 a circa 0,70 nel 2024. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie a precise strategie industriali: l’aumento delle vendite dei cementi di miscela di tipo III (CEM III/A 42,5 R e CEM III/B 42,5 N-LH/SR), l’introduzione del CEM V/A (S-P) 42,5 R (con primo anno di riferimento il 2021) e la progressiva riduzione dei volumi del CEM II/A-LL 42,5 R, un cemento con un rapporto K/C decisamente più elevato.

 

Grafico 1. Variazione del rapporto K/C tra il 2020 e il 2024. Grafico 2. Variazione sulle percentuali delle vendite tra il 2020 ed il 2024.

Nota: *Per il CEM V/A, l’anno di riferimento è il 2021.

La riduzione del rapporto K/C ha consentito a CAB di abbattere le emissioni annue di CO₂ dell’8%, un risultato di grande rilievo considerando i volumi di produzione.

Prestazioni e sostenibilità

La riduzione del rapporto K/C non solo ha un impatto ambientale positivo, ma garantisce anche importanti benefici prestazionali. I cementi di miscela contenenti loppa d’altoforno e pozzolana naturale permettono la realizzazione di calcestruzzi con resistenze meccaniche paragonabili, e talvolta superiori, rispetto a quelli prodotti con cementi Portland tradizionali della stessa classe di resistenza.

Un ulteriore vantaggio dei cementi di miscela è la maggiore durabilità del conglomerato cementizio. Grazie al minor contenuto di composti suscettibili all’aggressione chimica, come il C₃A e il Ca(OH)₂, i calcestruzzi risultano meno vulnerabili agli attacchi provenienti dall’ambiente esterno.

La sostenibilità per CAB non si limita alla produzione. Anche nel settore logistico l’azienda ha investito in soluzioni green grazie alla società controllata A.T.Due, che gestisce gran parte dei trasporti del gruppo utilizzando esclusivamente combustibili sostenibili come HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) e bio-GNL. Questi carburanti, ottenuti da materiali biologici di scarto, consentono di ridurre drasticamente le emissioni: il bio-GNL permette una riduzione fino al 94% di CO₂ rispetto al gasolio tradizionale, mentre l’HVO può consentire un taglio fino all’80%.

Conclusioni

In CAB, l’impegno verso l’innovazione e la sostenibilità è continuo e coinvolge trasversalmente tutti i reparti aziendali. Per il 2025, l’obiettivo è quello di proseguire nella riduzione del rapporto K/C, puntando a una diminuzione delle emissioni di CO₂ superiore al 10% rispetto ai livelli del 2020.

In questa direzione, CAB ha già avviato la sperimentazione di nuovi cementi di miscela appartenenti alle classi introdotte dalla norma UNI EN 197-5:2021, che contribuiranno ulteriormente al miglioramento dell’impronta carbonica dell’azienda e alla costruzione di un futuro sempre più sostenibile.